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Miniature del XVII/XVIII sec. Servono opinioni storico-artistiche su due possibili inediti
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<p>[QUOTE="Ester, post: 12342707, member: 103905"]Gentile Signora, l'ipotesi di una cromolitografia degradata o di un'oleografia rivestita con una patina oleosa simulata è fisicamente e chimicamente insostenibile se si considera il comportamento effettivo dei materiali di queste due opere. In primo luogo, in entrambe le opere, il vetro è completamente distaccato dalla superficie, mantenendo un netto spazio di circa 3 millimetri. Nonostante questa mancanza di contatto fisico, entrambi i vetri presentano residui di condensa distinti e corrispondenti. Questo fenomeno è il risultato diretto della sublimazione a lungo termine di resine naturali e leganti oleosi organici. Una vernice industriale microscopica applicata su una stampa piana si stabilizza rapidamente e non possiede il volume di materiale necessario per volatilizzarsi e attraversare una barriera d'aria di 3 mm per condensarsi sul vetro freddo. Solo un'autentica pellicola di pittura multistrato possiede la massa chimica necessaria per rilasciare continuamente questi componenti organici nel corso delle generazioni. Inoltre, le prove visive contraddicono completamente qualsiasi teoria di sbiadimento accidentale dovuto all'esposizione solare. In entrambe le opere, i colori mostrano un'assoluta uniformità cromatica, completamente priva di sbiadimenti asimmetrici e irregolari o di macchie localizzate (foxing) che inevitabilmente si verificano quando gli inchiostri da stampa economici si degradano a causa della luce o dell'esposizione ambientale. Nell'opera di Vigée Le Brun, la tavolozza è perfettamente coesa e tonalmente stabile, mostrando la tipica minore saturazione di una variante di studio d'epoca ben conservata o di una vernice naturale ossidata, non di una stampa danneggiata. Nel Buon Pastore, la tonalità avorio è perfettamente uniforme su tutta la veste, mentre il giallo-ambra fotosensibile dell'aureola rimane vibrante e il nero intenso dei capelli conserva la piena saturazione. Questa netta e deliberata divisione dei colori indica una tavolozza di studio intenzionale e un'autentica esecuzione pittorica, escludendo completamente un casuale deterioramento chimico tipico delle riproduzioni industriali. Cordiali saluti.[/QUOTE]</p><p><br /></p>
[QUOTE="Ester, post: 12342707, member: 103905"]Gentile Signora, l'ipotesi di una cromolitografia degradata o di un'oleografia rivestita con una patina oleosa simulata è fisicamente e chimicamente insostenibile se si considera il comportamento effettivo dei materiali di queste due opere. In primo luogo, in entrambe le opere, il vetro è completamente distaccato dalla superficie, mantenendo un netto spazio di circa 3 millimetri. Nonostante questa mancanza di contatto fisico, entrambi i vetri presentano residui di condensa distinti e corrispondenti. Questo fenomeno è il risultato diretto della sublimazione a lungo termine di resine naturali e leganti oleosi organici. Una vernice industriale microscopica applicata su una stampa piana si stabilizza rapidamente e non possiede il volume di materiale necessario per volatilizzarsi e attraversare una barriera d'aria di 3 mm per condensarsi sul vetro freddo. Solo un'autentica pellicola di pittura multistrato possiede la massa chimica necessaria per rilasciare continuamente questi componenti organici nel corso delle generazioni. Inoltre, le prove visive contraddicono completamente qualsiasi teoria di sbiadimento accidentale dovuto all'esposizione solare. In entrambe le opere, i colori mostrano un'assoluta uniformità cromatica, completamente priva di sbiadimenti asimmetrici e irregolari o di macchie localizzate (foxing) che inevitabilmente si verificano quando gli inchiostri da stampa economici si degradano a causa della luce o dell'esposizione ambientale. Nell'opera di Vigée Le Brun, la tavolozza è perfettamente coesa e tonalmente stabile, mostrando la tipica minore saturazione di una variante di studio d'epoca ben conservata o di una vernice naturale ossidata, non di una stampa danneggiata. Nel Buon Pastore, la tonalità avorio è perfettamente uniforme su tutta la veste, mentre il giallo-ambra fotosensibile dell'aureola rimane vibrante e il nero intenso dei capelli conserva la piena saturazione. Questa netta e deliberata divisione dei colori indica una tavolozza di studio intenzionale e un'autentica esecuzione pittorica, escludendo completamente un casuale deterioramento chimico tipico delle riproduzioni industriali. Cordiali saluti.[/QUOTE]
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