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Miniature del XVII/XVIII sec. Servono opinioni storico-artistiche su due possibili inediti
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<p>[QUOTE="Ester, post: 12365123, member: 103905"]Gentile Professoressa Iconodule,</p><p>La ringrazio per il tempo, lo studio e il rispetto con cui ha approfondito la mia richiesta, portando alla luce dati storici così interessanti sulle riproduzioni del Prado. Vorrei tuttavia offrire un elemento di riflessione tecnica che la fotografia digitale purtroppo non riesce a trasmettere. Lei ha giustamente notato l'assenza di pennellate evidenti o materiche. Nella teoria standard, questo spinge a pensare a una stampa. Tuttavia, nel formato ridotto di queste "miniature" (18x24 cm), la stesura liscia è una caratteristica tecnica ben precisa e storicamente documentata. Come registrato dal biografo del Barocco Antonio Palomino nel suo trattato, all'inizio della sua carriera a Siviglia (intorno al 1640-1645), Bartolomé Esteban Murillo lavorò intensamente alla produzione di opere devozionali per le confraternite minori e per il mercato della fiera settimanale (i dipinti de feria). In questa fase giovanile, fortemente legata al Tenebrismo, il pittore utilizzava tonalità molto scure e sature – con capelli bruni profondi, natura d'ombra e un'aureola ambra intensa – applicando il colore in modo estremamente fluido, liquido e per successive velature leggere. Nelle miniature su lino o canapa di questo periodo, questa stesura fluida era obbligatoria per non cancellare con i grumi di colore i dettagli microscopici (come i lineamenti del volto). Il colore liquido si livellava da solo asciugandosi, risultando liscio come una lacca. Poiché la pellicola pittorica era sottilissima, la trama del tessuto sottostante emergeva geometricamente, venendo facilmente scambiata in foto per un retino di stampa. La prova tangibile che mi spinge a credere fermamente nell'originalità pittorica è la trasparenza ottica: nel Murillo si vede chiaramente lo strato dell'aureola giallo ambra scuro che traspare sotto il bruno fluido dei capelli, esattamente secondo la prassi di bottega dell'epoca, dove lo sfondo luminoso era dipinto per primo ei capelli scuri sovrapponendosi successivamente con passaggi liquidi. Inoltre, ingrandendo la superficie, i punti della trama sono convessi (gonfi di colore) sul volto per dare luce, e concavi (un cucchiaio) nel cielo, dove il colore fluidissimo si è ritirato per capillarità tra i fili. Una macchina da stampa avrebbe depositato l'inchiostro in modo piatto e uniforme ovunque. Condivido pienamente il Suo consiglio: solo un esame diagnostico dal vivo potrà sciogliere i dubbi che la fotografia lascia aperti. Cordiali saluti[/QUOTE]</p><p><br /></p>
[QUOTE="Ester, post: 12365123, member: 103905"]Gentile Professoressa Iconodule, La ringrazio per il tempo, lo studio e il rispetto con cui ha approfondito la mia richiesta, portando alla luce dati storici così interessanti sulle riproduzioni del Prado. Vorrei tuttavia offrire un elemento di riflessione tecnica che la fotografia digitale purtroppo non riesce a trasmettere. Lei ha giustamente notato l'assenza di pennellate evidenti o materiche. Nella teoria standard, questo spinge a pensare a una stampa. Tuttavia, nel formato ridotto di queste "miniature" (18x24 cm), la stesura liscia è una caratteristica tecnica ben precisa e storicamente documentata. Come registrato dal biografo del Barocco Antonio Palomino nel suo trattato, all'inizio della sua carriera a Siviglia (intorno al 1640-1645), Bartolomé Esteban Murillo lavorò intensamente alla produzione di opere devozionali per le confraternite minori e per il mercato della fiera settimanale (i dipinti de feria). In questa fase giovanile, fortemente legata al Tenebrismo, il pittore utilizzava tonalità molto scure e sature – con capelli bruni profondi, natura d'ombra e un'aureola ambra intensa – applicando il colore in modo estremamente fluido, liquido e per successive velature leggere. Nelle miniature su lino o canapa di questo periodo, questa stesura fluida era obbligatoria per non cancellare con i grumi di colore i dettagli microscopici (come i lineamenti del volto). Il colore liquido si livellava da solo asciugandosi, risultando liscio come una lacca. Poiché la pellicola pittorica era sottilissima, la trama del tessuto sottostante emergeva geometricamente, venendo facilmente scambiata in foto per un retino di stampa. La prova tangibile che mi spinge a credere fermamente nell'originalità pittorica è la trasparenza ottica: nel Murillo si vede chiaramente lo strato dell'aureola giallo ambra scuro che traspare sotto il bruno fluido dei capelli, esattamente secondo la prassi di bottega dell'epoca, dove lo sfondo luminoso era dipinto per primo ei capelli scuri sovrapponendosi successivamente con passaggi liquidi. Inoltre, ingrandendo la superficie, i punti della trama sono convessi (gonfi di colore) sul volto per dare luce, e concavi (un cucchiaio) nel cielo, dove il colore fluidissimo si è ritirato per capillarità tra i fili. Una macchina da stampa avrebbe depositato l'inchiostro in modo piatto e uniforme ovunque. Condivido pienamente il Suo consiglio: solo un esame diagnostico dal vivo potrà sciogliere i dubbi che la fotografia lascia aperti. Cordiali saluti[/QUOTE]
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